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11 Nov, 2016
Vaccini & Co

Estate, tempo di ferie.
In TV dilagano le trasmissioni che parlano dei vaccini pediatrici. L’altra sera sui canali nazionali la voce fuori campo diceva “informare i genitori per comprendere i rischi e i benefici della pratica vaccinale”.
Non le ho guardate tutte ma in quelle che ho visto non si poteva certo dire che c’era la “par condicio”.
Io sono abbastanza schierato tra coloro che ritengono che sia necessario informarsi prima di sottoporsi, “da sani”, ad un trattamento farmacologico.
Non scrivo per darvi nuove informazioni, scrivo per raccontarvi una delle mie tante storielle.
Storielle che nascono dall’esperienza quotidiana in ambulatorio, dalle chiacchere con i pazienti, dal rapporto con i genitori che ogni giorno si rivolgono a me per la salute dei loro bebè.
Molti parlano di questo argomento anche con me, sebbene non sia un pediatra, forse proprio perché riescono a farlo liberamente, palesandomi i loro dubbi, i falsi miti, le credenze popolari.
In studio non c’è mai un rapporto di dominazione, ma sempre di collaborazione, di ascolto, di interazione.
E in questo clima viene fuori SEMPRE, ma proprio sempre, che le informazioni raccolte (o non raccolte) in merito alla pratica vaccinale, attualmente in uso in Italia, sono errate.
Nessuno sa quanti sono i vaccini da fare almeno nel primo anno di vita (25 nella nostra ASL), nessuno o pochi sanno quali sono, nessuno ha la minima idea della copertura in termini temporali (dopo quanto tempo mio figlio/a sarà scoperto?).
Tutti puntano il dito contro gli extracomunitari, molti temono che l’aumento dei bambini non vaccinati possa pregiudicare la salute della massa degli altri.
Allora penso che non si possa parlare di informazione.
E mi chiedo, per coloro che sono andati al colloquio con le ASL, di cosa si sia parlato.
Non vado oltre, mi fermo qui…ma mi perplimo: se vaccino mio figlio/a per proteggerlo…ma non so per cosa l’ho vaccinato…né quanto dura la vaccinazione…come posso essere tranquillo?

Dott Andrea Botteon

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